Una sorella zitella e avara (tanto da aver incatenato gli elettrodomestici per evitare consumi eccessivi), un cugino divorziato che vive in casa loro e sogna di diventare un autore teatrale, un muratore che approfitta dell’amore che la sorella del protagonista ha per lui, mangia a “sbafo”. E poi altri personaggi stravaganti: un ristoratore cinese, due ispettori dell’Inps (uno vero e uno falso), una domestica rumena e un’avvenente vicina di casa.

Ecco la ricetta di “Finché morte non ci separi”, la commedia andata in scena domenica 3 marzo a Città della Notte, terzultimo appuntamento della stagione teatrale “Turi Ferro”, in collaborazione con Teatro in Primo Piano e teatro Abc di Catania. Alessandra Falci, Sandro Rossino e Michele Privitera del “Triangolonotrio” con la loro compagnia teatrale hanno fatto ridere il pubblico in sala con “Finché morte non ci separi”, per la regia di Antonello Capodieci.

La storia di un falso invalido “figlio d’arte”, spacciatosi per pazzo, derubato da una vicina attraente con la complicità di un finto ispettore e poi creduto pazzo da un (vero) ispettore che lo osserva mentre prova un discorso da politico davanti a una telecamera rivolgendosi agli italiani a cui promette… il ponte Palermo – Genova.

Cambio di programma, invece, per il prossimo appuntamento del 14 aprile: non ci sarà “Una donna da amare” con Patrizia Pellegrino e Stefano Masciarelli, ma “I meravigliosi anni ’60” ancora con Stefano Masciarelli ma in compagnia di Fabrizio Coniglio e musiche dal vivo di Diego Trivellini.